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Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente) isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire in questo.
Hasta presto.



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1797 - A Parigi il Direttorio, sostenuto dall'esercito, organizza un colpo di stato, noto col nome del 18 fruttidoro, contro la maggioranza moderata e realista del Consiglio dei Cinquecento e del Consiglio degli Anziani.

1894 - A New York 12.000 operai tessili scioperano contro le condizioni di lavoro nelle fabbriche.

1992 - Nasce a Partanna Rita Atria, (+ Roma, 26 luglio 1992) è stata una testimone di giustizia italiana.
« Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta. »
PER NON DIMENTICARE

1999 - A Bujnaksk, in Daghestan, un'autobomba distrugge una palazzina di cinque piani facendo 64 morti (di cui 23 bambini) e 146 feriti.

da Wikipedia altro ancora


"L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino di dieci passi, e si allontana di dieci passi. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare." Eduardo Galeano


Vogliamo essere sicuri di piantare un paletto nel cuore del mostro da ILPOST.IT

  • Il punto della situazione sulla perdita di petrolio nel Golfo del Messico
  • I lavori per la chiusura della falla sono slittati di qualche settimana, il petrolio è ancora disperso in mare

Sono passati centoventitrè giorni dall’esplosione che ha ucciso undici persone e affondato la Deepwater Horizon, aprendo una falla nel pozzo Macondo al largo della Louisiana. Il disastro è diventato ben presto il più grave — almeno in termini di litri di petrolio dispersi — della storia degli Stati Uniti, mettendo in grave difficoltà l’economia del Golfo del Messico e in pericolo l’ecosistema dell’area. La BP, l’azienda petrolifera principale responsabile del disastro, ha combattuto a lungo a fianco del governo degli Stati Uniti per fermare la perdita prima e per chiudere la falla poi. Dopo oltre quattro mesi, finalmente, sembra che la fine delle operazioni sia vicina, sebbene rimangano i problemi creati dal petrolio disperso nell’oceano. continua ->


Che fantastico decennio da ILPOST.IT

- Lasciate perdere i luoghi comuni: viviamo nell'epoca migliore che il mondo abbia mai conosciuto.

Si stava meglio quando si stava peggio. Dove andremo a finire. Il pianeta è in pericolo. C’è un pensiero molto diffuso che ha una grande varietà di formulazioni e accenti – quello rassegnato, quello preoccupato, quello qualunquista, quello incavolato, eccetera – ma un unico semplice significato: le cose vanno sempre peggio. Il mondo va peggio. C’è più tristezza, c’è più sofferenza, ci sono più ingiustizie, più soprusi, più persone che stanno male, più problemi. Il mondo va peggio.

D’altra parte basta pensare un attimo alle cose successe negli ultimi dieci anni, ..... continua ->


Storie dal braccio della morte da da ILPOST.IT di Elena Favilli

James Fisher, condannato per gli sbagli dei suoi avvocati, è stato liberato dopo ventisei anni.
Per tornare libero ha dovuto patteggiare e dichiararsi colpevole di omicidio

Quando fu condannato a morte per la prima volta, James Fisher aveva vent'anni. La sua storia fino a quel momento era stata simile a quella di altri ragazzi americani poco fortunati. Abbandonato da bambino, affidato a qualche parente, rispedito da un padre violento, dimenticato in un orfanotrofio di New York. Arrivò ad Oklahoma City che aveva poco più di sedici anni. Lì, il 12 dicembre del 1982, un uomo bianco di nome Terry Neal fu ucciso nel suo appartamento con il vetro di una bottiglia. Dell'omicidio fu accusato un ragazzo, che da quelle parti era molto conosciuto perché viveva per strada. Ma poi l'accusa improvvisamente cambiò. E James Fisher divenne l'imputato numero uno. L'altro ragazzo aveva detto alla polizia che lui non c'entrava niente, che era stato Fisher a uccidere quell'uomo. Terry Neal li aveva rimorchiati per strada e li aveva portati nel suo appartamento per fare sesso, ma poi qualcosa era andato storto.

L'incredibile storia del processo contro James Fisher .

continua ->


A SETTEMBRE IL PARLAMENTO EUROPEO VOTERA' UNA LEGGE PER POTER SPERIMENTARE SU GATTI E CANI RANDAGI.FIRMIAMO E FACCIAMO GIRARE !!

PER FIRMARE LA PROTESTA ON LINE www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online

FATE GIRARE, ABBIAMO POCO TEMPO PER RACCOGLIERE LE FIRME E IL MESE DI AGOSTO NON CI AIUTA! Grazie

CONDIVIDI E CLICCA http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.leal.it%2Fcampagna-bruxelles%2Fpetizione-online%2F&h=5803a1kicXPcsc5DtLqUvLN8abw per firmare contro una VERGOGNA EUROPEA



Il profeta De Magistris da da www.luigidemagistris.it di Marco Travaglio

È davvero encomiabile l'alto monito del capo dello Stato contro la "squallida consorteria" detta anche P3 che accomunava faccendieri, politici e magistrati. Così come quello del segretario dell'Anm Giuseppe Cascini: "Provo vergogna per l'immagine della magistratura emerso dai colloqui" intercettati fra alcune toghe illustrissime e il geometra irpino Pasqualino Lombardi.
E come l'intemerata del vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Eppure, nelle tre autorevoli denunce, è come se mancasse qualcosa: uno sforzo di memoria per collegare la P3 a certe discusse e discutibili iniziative del Csm, avallate da Napolitano, plaudite dall'Anm e votate da Mancino contro magistrati certamente fallibili, ma altrettanto certamente estranei ai giochi di potere di questa e altre consorterie: Clementina Forleo, trasferita da Milano dopo aver osato intercettare il governatore Fazio e i furbetti del quartierino (fra cui Consorte, a proposito di consorterie); Luigi De Magistris, trasferito da Catanzaro dopo aver osato indagare

continua ->


I baroni mi hanno impedito di insegnare. Me ne vado dall’Italia» da da UNITA.IT di Vladimiro Frulletti

L’università dovrebbe essere libera e aperta a tutti: al figlio di nessuno e a quello del professore, non solo al figlio del barone». Paolo Macchiarini è all’areoporto di Barcellona. Sta aspettando il volo per andare in Germania. Lì c’è un bambino, afflitto da una grave malformazione, che deve operare. Ma le polemiche sul suo nuovo addio all’Italia lo inseguono anche qui. L’altra settimana, dopo aver effettuato (primo al mondo) un doppio trapianto di trachea con cellule staminali all’ospedale di Careggi di Firenze, Macchiarini ha annunciato che il suo sì all’offerta di una cattedra universitaria del Karolinska Institutet di Stoccolma. Perché là ha trovato aperta quella porta che il mondo accademico italiano gli ha sempre fatto trovare sbarrata. Fin da quando, brillante ricercatore laureatosi a Pisa, se ne era dovuto andare prima negli Usa, poi in Inghilterra e infine a Barcellona. Da dove era tornato, dopo 18 anni, solo un paio d’anni fa e solo grazie all’intervento diretto di Enrico Rossi, ora presidente della Toscana e allora assessore regionale alla sanità.

Professore perché ha deciso di accettare l’offerta dell’università di Stoccolma?
«Perché a Firenze non si è concretizzato il progetto che avevamo concordato.

continua ->


I vertici della polizia coprirono le violenze alla Diaz da da POST.IT

Pubblicate le motivazioni della sentenza d'appello: alcuni funzionari produssero prove false per incolpare i no global

Il 18 maggio scorso i giudici della Corte di Appello di Genova hanno condannato 25 imputati nell’ambito del processo sulle violenze presso la scuola Diaz avvenute durante il G8 del 2001. A distanza di quasi tre mesi, i giudici hanno depositato le motivazioni della sentenza che ha sovvertito il pronunciamento di primo grado, condannando alcuni importanti esponenti delle forze dell’ordine di allora come il capo dell’anticrimine Francesco Gratteri (4 anni) e l’ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (5 anni), Giovanni Luperi (4 anni), Spartaco Mortola (3 anni e 8 mesi) e Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi). Il sito della cronaca genovese di Repubblica riporta alcuni passaggi delle 313 pagine delle motivazioni della sentenza contro poliziotti e funzionari che fecero irruzione nella Diaz, utilizzata come punto di ritrovo e dormitorio dai no global nei difficili giorni del G8 genovese. Le forze dell’ordine erano lì per eseguire una perquisizione, che degenerò rapidamente in una violenta aggressione.

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In Cina oltre 5 mila esecuzioni
Negli Usa 52 giustiziati in un anno da da REPUBBLICA.IT

Nessuno Tocchi Caino presenta il rapporto 2010. L'associazione: è necessaria una battaglia per "la democrazia e lo Stato di diritto". Nel 2009 otto minorenni uccisi dal boia e 600 condanne in base alla Sharia. Napolitano: "L'abolizione è un traguardo di civiltà" di CARMINE SAVIANO

CONTRO la pena di morte è necessaria una lotta "per la democrazia e l'affermazione dello Stato di diritto". Questo il messaggio che "Nessuno tocchi Caino" lancia durante la presentazione del rapporto annuale sulla pena di morte. Una classifica macabra che vede in testa la Cina con oltre 5 mila esecuzioni in un anno. In totale, i condannati uccisi nel 2009 sono stati 5.619. Una cifra enorme. E forse parziale, perché "molti Stati non forniscono statistiche ufficiali". Per il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l'abolizione della pena di morte è "un traguardo di civiltà giuridica". E per Gianfranco Fini "l'abolizione è un obiettivo importante per promuovere un modello di convivenza umana fondato sulla dignità dell'individuo".

I dati. Anche quest'anno la Cina si aggiudica il primato di Paese con il maggior numero di condannati a morte. In percentuale, l'88 per cento del totale. Seguono l'Iran con 402 esecuzioni, l'Iraq con 77. E poi

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La foto di Aisha da da POST.IT

-Time mette in copertina una ragazza di 18 anni che per esser fuggita dal marito ha avuto il viso mutilato
-Il direttore spiega la difficoltà della scelta

Aisha, una ragazza afghana di 18 anni, non ne poteva più delle percosse del marito e del maltrattamento dei suoi suoceri, che la trattavano come una schiava. Un giorno decise di farsi coraggio e cercò di fuggire di casa, ma fu rapidamente rintracciata dai familiari e condannata da un irremovibile comandante dei talebani. Mentre il cognato le teneva fermo il capo, il marito estrasse un coltello per asportarle naso e orecchie.

L’immagine del volto mutilato di Aisha è sulla copertina di questa settimana di Time. La rivista ha deciso di pubblicare un ritratto della donna per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’attuale condizione delle donne in Afghanistan a quasi nove anni dall’inizio della guerra e, come dice il titolo, porre la questione di “Che cosa succede se andiamo via dall’Afghanistan”. La riflessione arriva in un momento in cui le spinte a chiudere quella guerra e quella presenza da parte dei militari americani sono molto intense, e Time ha deciso di dare ai suoi lettori elementi per non aderirvi a cuor leggero. La scelta di illustrare l’inchiesta con una foto di Aisha è stata difficile, spiega il direttore della rivista Richard Stengel in un editoriale:

Ho pensato a lungo se mettere o meno questa immagine sulla copertina di Time. In primo luogo, volevo essere certo della sicurezza di Aisha e del fatto che potesse comprendere che cosa implicasse essere sulla copertina.

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Gabanelli contro Veronesi da da POST.IT

La giornalista stronca la nomina del senatore all'agenzia per il nucleare sul piano dell'opportunità, dell'età, dell'esperienza e della competenza
«Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose»

Il Corriere della Sera sta diventando un interessante epistolario, ultimamente. Dopo i vari scambi di lettere delle ultime settimane – notevole quello breve e polemico tra il direttore e il ministro Tremonti, e prima si era spiegato Vespa, eccetera – e la articolata e chiara missiva del senatore Veronesi di ieri sulla sua nomina alla presidenza dell’Agenzia per la Sicurezza del nucleare, oggi a quella lettera di Veronesi risponde con un altro “caro direttore” Milena Gabanelli, solitamente schiva alle discussioni pubbliche in prima persona (benché oggi abbia avuto attenzione su Repubblica la sua intervista di ieri al Pais).

Gabanelli interviene in modo diretto e inatteso sul tema della nomina di Veronesi, con accenti formalmente rispettosi ma assai severi nei confronti del senatore e delle sue scelte.

Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che può per

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Simone Veil, l'«immortale» con la Shoah tatuata sul braccio si racconta da da UNITA.IT di Anna Tito

Personaggio di grande spessore e dal destino eccezionale, protagonista di primissimo piano della politica internazionale, Simone Veil si racconta per la prima volta: dal campo di sterminio di Auschwitz appena adolescente alla presidenza del Parlamento europeo, al Consiglio Costituzionale e infine accolta fra gli «immortali» dell’Académie Française.

In Una vita, fresco di stampa per Fazi editore (269 pp., 18 euro), che in Francia ha venduto ben 600 mila copie, la donna più amata dai francesi, secondo un sondaggio di pochi mesi orsono, parla senza riserve di Sarkozy, Mitterrand, Chirac, Jospin e Nelson Mandela, fra gli altri; ma anche dell’infanzia a Nizza e della deportazione, senza dimenticare la prostituta Stenia, che le salvò la vita dicendole: «Sei troppo bella per morire qui». E, «fatto incedibile, questa donna, che ho in seguito avuto occasione di incrociare, non mi ha mai chiesto nulla in cambio».

simone_veil_2 (16K) Seppure «centrista» in politica, ancora oggi sfugge a ogni classificazione: da giovanissimo magistrato dell’amministrazione penitenziaria lottò per la dignità dei detenuti, e delle donne algerine in particolare.

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Come NON dare la caccia ai terroristi da POST.IT

Foreign Policy mette in fila cinque esempi di politiche anti terrorismo decisamente fallimentari.

Negli Stati Uniti si sta discutendo molto dei contenuti dell’inchiestona del Washington Post, che sebbene manchi di un vero e proprio scoop fornisce un quadro impietoso e inquietante dello stato dell’intelligence americana. Foreign Policy racconta però di come ci siano paesi i cui tentativi di combattere il terrorismo non versano in condizioni migliori, anzi: se l’accusa mossa agli americani è sostanzialmente quella di aver voluto strafare, perdendo il controllo della situazione, ci sono paesi che riescono a fare ancora peggio facendo meno.

“Se terrorista, digitare 3 seguito dal tasto cancelletto”
Il governo tedesco stima in ventinove le organizzazioni estremiste islamiche sul suo territorio, attribuendole almeno 36 mila membri.

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Il Vaticano contro le donne da POST.IT

Nei paesi anglosassoni molti commenti scandalizzati dall'equiparazione tra abusi sessuali e sacerdozio femminile contenuta nel nuovo diritto canonico.
"Il fatto che le donne vogliano servire Dio non ha niente a che vedere con i preti che abusano dei bambini".

Quello presentato nei giorni scorsi dalla Congregazione per la dottrina della fede doveva essere un documento che mostrasse la volontà del Vaticano di affrontare adeguatamente lo scandalo degli abusi sessuali sui minori che ha travolto il mondo cattolico nell’ultimo anno. Il documento, che introduce un nuovo sistema di regole per indagare e perseguire i casi di pedofilia tra preti ed appartenenti ad ordini religiosi, però, ha deluso molte associazioni impegnate contro gli abusi stessi e molte vittime. In più, invece di contenere l’indignazione che gravita attorno alla Chiesa, ha suscitato nuove proteste da parte dei cattolici liberali e dei gruppi cattolici femminili – soprattutto nei paesi anglosassoni – perché inscrive “il tentativo di ordinazione di una donna” tra i crimini più gravi del diritto canonico, al pari degli abusi su minori.

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Anche la Gran Bretagna ha un problema con Guantanamo da POST.IT

Un'inchiesta dovrà accertare le responsabilità che il governo britannico avrebbe avuto nei confronti di sei ex detenuti di Guantanamo.
Il Guardian ha pubblicato in esclusiva alcuni dei documenti che saranno parte dell'indagine.

La settimana scorsa David Cameron ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per accertare le responsabilità che il governo britannico avrebbe avuto nei confronti di sei ex detenuti di Guantanamo, inviati dal Regno Unito nel discusso carcere gestito dagli Stati Uniti. I sei hanno fatto causa contro il MI5 e il MI6 (le agenzie segrete e antiterrorismo del governo britannico), il ministero degli esteri, il dipartimento per gli affari interni e il ministero della giustizia, tutti accusati di essere responsabili di detenzione illegale e tortura. Uno dei sei autori della denuncia, Omar Deghayes – cittadino inglese di origine libica – ha raccontato di essere stato ammanettato, incappucciato e sottoposto a lunghi interrogatori nonostante avesse ripetutamente accusato sintomi di tubercolosi. Poi, una volta trasferito a Guantanamo, avrebbe perso un occhio a causa delle violenze.

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Condannata alla lapidazione, una tra molte da POST.IT

Nel Corano la lapidazione non è mai menzionata tra le pene previste
Il codice penale iraniano dà indicazioni molto precise sul tipo di pietre che devono essere usate

Sakineh Mohammadi Ashtiani ha 42 anni, due figli e una condanna alla lapidazione per adulterio. La sua storia assomiglia a quella di molte altre donne condannate dai tribunali dei paesi islamici più radicali. Prima l’accusa di avere avuto rapporti sessuali con due uomini al di fuori del matrimonio, poi una confessione estorta con novantanove frustate, quindi la condanna. Il suo caso ha scatenato la mobilitazione internazionale di leader politici, intellettuali, organizzazioni per i diritti umani e migliaia di persone comuni. Per ora è salva. Il tribunale iraniano ha deciso di rinviare l’esecuzione della condanna, ma nessuno sa fino a quando.

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Libia: ecco le foto dei campi di detenzione da fortress europe

Siamo i primi giornalisti autorizzati a visitare le carceri libiche dove sono detenuti i migranti e i rifugiati arrestati sulle rotte per Lampedusa. Queste sono le poche foto che sono riuscito a scattare, di nascosto, durante quelle visite. A Sebha, Zlitan e Misratah. Nel novembre 2008.

Il nuovo libro di Gabriele Del Grande, il fondatore di Fortress Europe

PRIMA RISTAMPA IN MENO DI UN MESE

Tre anni di inchieste in un unico avvincente racconto. Un viaggio tra memoria e attualità attraverso le storie che fanno la storia. La nostra storia.

"A noi scrittori non restano che la parole per sovvertire la realtà. Io ho scelto le parole del mio amato Mediterraneo, il mare di mezzo. Ho scelto le storie dei padri di Annaba e quelle dei padrini di Tunisi. Le storie delle diaspore di due ex colonie italiane come l'Eritrea e la Somalia negli anni dei respingimenti in Libia e quelle dei pescatori del Canale di Sicilia. Le storie degli italianitravirgolette che l'Italia manda via e quelle delle tante Italie nate senza fare rumore AilatiditaliA, nelle campagne marocchine, sul delta del Nilo e nei villaggi del Burkina Faso".

il mare di mezzo


27 mila pozzi di petrolio abbandonati nel Golfo da POST.IT

Un'indagine di Associated Press sulla negligenza del governo e delle aziende petrolifere Negli ultimi 70 anni si sono accumulati pozzi "temporaneamente abbandonati" che nessuno controlla

Sotto la superficie dell’acqua del Golfo del Messico ci sono circa 27.000 pozzi di petrolio e metano abbandonati, di cui almeno 300 della BP, l’azienda che curava le operazioni della piattaforma Deepwater Horizon affondata ormai più di due mesi fa.

Un’inchiesta approfondita di Associated Press ha scoperto che dagli anni ‘40 in poi migliaia di pozzi sono stati lasciati al proprio destino, senza una supervisione e un controllo né da parte delle industrie petrolifere né da parte del governo americano. Associated Press scrive che non c’è modo di sapere se questi pozzi abbiano, nel corso del tempo, iniziato a perdere petrolio o meno. In particolare, sarebbero circa 3.500 i siti a rischio perdita, soprattutto tra i pozzi catalogati come “temporaneamente abbandonati”. Sono diversi i motivi che portano una compagnia ad abbandonare temporaneamente un pozzo: una riprogettazione dei lavori dovuta a complicazioni, come l’arrivo del periodo degli uragani, o alla volontà di rinnovarlo e potenziarlo, oppure la decisione di attendere una crescita del prezzo di petrolio e limitare la produzione.

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Giornalisti nel mirino, in 6 mesi uccisi 59 reporter. Maglia nera il Messicoda l'UNITA.IT

Giornalisti a rischio, con 59 vittime nel mondo nel pieno esercizio delle loro funzioni nei primi sei mesi del 2010. È l'allarme lanciato dall'organizzazione non governativa Press Emblem Campaign che ha registrato un aumento rispetto allo scorso anno delle morti per l'informazione, pari a 53 nello stesso periodo del 2009.

Il Paese più pericoloso in assoluto per chi si occupa di informazione è risultato il Messico dove nei primi sei mesi dell'anno sono rimasti uccisi nove giornalisti, segue l'Honduras, con 8 vittime, il Pakistan con 6, la Nigeria con 4 e le Filippine con 4. Tre giornalisti sono stati poi uccisi in Russia e in Colombia, due in Iraq, Nepal, Thailandia e Venezuela. Mentre una sola vittima si registra in Afghanistan, Angola, Bangladesh, Brasile, Bulgaria, Camerun, Cipro, Ecuador, Israele, Repubblica democratica del Congo, Ruanda, Turchia, Somalia e Yemen.

«I governi e la comunità internazionale - ha detto Blaise Lempen segretario generale della ong - devono agire con fermezza per porre fine a queste uccisioni e portare i responsabili davanti alla giustizia». Nel 2009 il numero delle vittime del mestiere è stato nel mondo di 122 persone, 91 nel 2008.
05 luglio 2010


La prima donna presidente degli USA da POST.IT

È Barack Obama, secondo un editoriale del Washington Post
3 luglio 2010 | Mondo

Nel 1998 la scrittrice afroamericana Toni Morrison, premio Nobel per la letteratura, parlò di Bill Clinton come del “primo presidente nero”. Secondo Morrison, la storia di Clinton non era così diversa da quella dell’afroamericano medio, negli Stati Uniti: nato orfano di padre e povero, cresciuto da sua madre, vissuto in un ambiente operaio, appassionato di sassofono e cibo spazzatura, residente in Arkansas. Poi, una volta presidente, Clinton avrebbe continuato a comportarsi da nero, lavorando per ampliare tutele e diritti e cancellare ogni residuo di quel razzismo segregazionista che era particolarmente forte proprio nella parte degli Stati Uniti in cui era cresciuto.

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Non è cambiato nulla, gli uomini continuano a odiare le donne di Silvia Ballestra da l'UNITA.IT

Due elementi colpiscono nell’ennesima giornata di follia omicida contro le donne. Il fatto che Gaetano De Carlo, a poche ore l’una dall’altra, abbia ucciso ben due ex fidanzate, e che l’assassino fosse uno “stalker” conclamato. Non un raptus, non qualcosa di inatteso. Con Maria Montanaro la relazione era finita da poco, Livia Balcone, invece, sua compagna in un passato non vicinissimo, era già da un po’ vittima delle sue persecuzioni. Minacce, molestie e anche un’aggressione, che l’avevano spinta a depositare ben sette denunce contro quest’uomo pericoloso, fargli togliere il porto d’armi.

continua - >


Gli affari italiani e la “Montenegro Connection” di Fernando Scarlata

“Il Montenegro, per un decennio, è stata la vera Tortuga dell’Adriatico: paradiso dei traffici illeciti; impunità garantita ai malavitosi; località costiere come Bar’ e Cattaro utilizzate come basi logostiche; flottiglie di scafi; la scorta garantità dalle autorità alle merci illecitamente trafficate, una vicenda allucinante, una vicenda d’altri tempi. Nel periodo in esame la Tortuga è stata “governata ” da Milo Djukanovic“. Questo scriveva la Direzione Investigativa Antimafia di Bari, nel 2005.

continua -> su Ora Zero


Dell'Utri condannato a sette anni per i rapporti con la Mafia. Quando si dimetterà da Senatore? di Fernando Scarlata

Italia. Dopo cinque giorni di camera di consiglio è arrivata la sentenza d’appello del processo a Marcello Dell’Utri. In primo grado l’esponente del PdL e già fondatore di Forza Italia era stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, in appello, la seconda sezione della Corte d'appello di Palermo presieduta da Claudio Dall'Acqua li ha condannato a 7 anni, l’accusa ne chiedeva 11.

continua -> su SABATOSERA OnLine


Roberto Saviano in diretta
''La libertà di raccontare''

(30 giugno 2010) L'autore di Gomorra ospite del festival 'Caffeina cultura' di Viterbo: la diretta dell'incontro sul tema "La libertà di raccontare" Video in collaborazione con Caffeina Cultura


emergency

FIRMA L'APPELLO

IL POZZO di Claudio

L'infinito incastrato in un respiro
e il peso della realtà è insostenibile.

E' un buco nero nell'anima,il pozzo a cui mi affaccio
per scorgere ancora una volta il tuo viso.

Attingo alla sorgente del ricordo,
il secchio è pesante,
la catena congela le mie mani...ma ancora bevo...
ancora immergo le labbra nell'acqua di noi.

ancora brilla purezza
una scintilla di pazzia

A nessuno nasconderò il mio dolore

Mi vedranno camminare verso il pozzo, calarmi nella sua ombra, riemergere all'alba.

I messaggeri dei nostri segreti poggeranno lettere inconsistenti sul bordo di pietra
la descrizione di un'anima completa
il sospiro dell'amplesso perfetto
lo specchio della debolezza umana

tra le mille feritoie della notte ho saputo chi tu fossi
fra le pagine dei miei silenzi ti sei cibata delle mie profondità

questo cunicolo
questo pozzo
attraversa il gelo e il fuoco
e
ancora unisce la superficie di due mondi ormai distanti.

Ciao.

Sotto il Celio Azzurro

Edoardo Winspeare, il regista austro-salentino di “Sangue vivo” e di “Galantuomini” torna al suo primo amore, il documentario. “”, l’evento che giovedì 22 ottobre chiude la sezione Alice nella città, racconta di un asilo molto speciale situato nel cuore di Roma. Dove convivono bambini italiani e stranieri, di tante religioni e di 32 nazionalità diverse. Racconta della gioiosa esperienza condotta in questo fortino dell’Utopia da un gruppo di guerrieri – educatori che portano avanti ogni giorno un ostinato e rigoroso lavoro sull’identità di ognuno e il rispetto dell’altro. Un lavoro appassionato che coinvolge maestri, genitori e piccini. Un’esperienza didattica e culturale all’avanguardia, studiata da molti ma ignorata dai più.

Come è iniziata questa avventura?

«Più di un anno fa ormai, Graziella Bildesheim e il mio amico Paolo Carnera, direttore della fotografia di tutti i miei film, mi hanno proposto di girare un documentario sul Celio Azzurro, la scuola materna frequentata dai loro bambini. Prima di accettare, ho chiesto un po’ di tempo per capire se ne sarei stato capace. Non che non sentissi l’importanza del tema, semplicemente non l’avevo mai preso in considerazione. Dopo aver trascorso due settimane assieme ai maestri e ai bambini di questa scuola materna i miei dubbi sono spariti».

Cosa l’ha colpita di più di questa esperienza?

«Prima di tutto lo scoprire che in un paese come l’Italia, sempre più cinico e volgare c’è gente che si dedica con abnegazione, entusiasmo e capacità a una missione fondamentale come quella dell’educazione dei bambini. Secondo aver visto con i miei occhi come i maestri, molto italiani e romanissimi, riescano a svolgere questo compito serissimo con grande leggerezza e una simpatia contagiosa».

Nella piccola scuola nascosta tra gli alberi del Celio si vedono un papà magrebino che insegna ai bambini a pregare secondo l’Islam; mamme angolane, bulgare, filippine che portano i loro piatti tradizionali; un’altro genitore, probabilmente senegalese, che guida una danza africana … «Il divertimento e il gioco sono una componente essenziale di ogni attività. Tutti i genitori, nessuno escluso, si prestano a mettersi in gioco da adulti per cercare di far convergere in un unico mondo, tante realtà diverse. Ogni giorno Massimo e Daniele, i maestri che hanno ideato questo metodo educativo, si inventano qualcosa di nuovo. Straordinaria l’idea di ribaltare la prospettiva adulto/bambino mostrando con l’aiuto delle fotografie com’erano papà e mamma quando erano anche loro ragazzini. Ogni occasione viene incoraggiata la fantasia, la creatività, la capacità di relazionarsi con l’altro. E soprattutto si insegna a non aver paura della vita».

Quanto tempo sono durate le riprese?

«Il film è girato nel corso di un anno scolastico. Insieme ai montatori Luca Benedetti e Sara Pazienti, che ringrazio per il lavoro straordinario che hanno svolto, abbiamo voluto raccontare la vita del Celio Azzurro come una sorta di regressione nel mondo dell’infanzia».

Ma nell’Italia di oggi, con le scuole a pezzi e gli immigrati respinti in mare, quanti potranno apprezzare una esperienza così diversa? «Mi piace pensare che lo spettatore, dopo aver visto il film, possa uscire con un senso di gioia per aver ritrovato lo sguardo sul mondo pieno di allegria, curiosità e di fiducia che mostrano questi bambini».



 

 


 

 

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CITAZIONI

'Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità…
La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.
Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme.' Norberto Bobbio
'La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza del cittadino.'(Leonardo Sciascia)
'Di tutte le cosa sicure la piu' certa e' il dubbio.'(Bertold Brecht)
'Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola'(Giovanni Falcone)
'Un uomo senza sogni e senza utopie non è un uomo, se un popolo non ha sogni ed utopie non è un popolo.'(Ernesto CHE Guevara)

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Muntazer Al Zaidi

In ricordo di Neda e di chi lotta

Ma non dimentichiamo che 'il battito d'ali di una farfalla in Amazzonia puo' scatenare un temporale a New York'

Chi, come in Afganistan, ha finanziato e favorito la nascita e la crescita di regimi teocratici?
Ora tutti sono stati canaglia o terroristi, ma con quali dollari sono diventati quello che sono. Finchè esisterà chi vuole esportare la democrazia condizionato dal pensiero: 'i nemici dei miei nemici, sono miei amici', situazioni come quella iraniana esisteranno sempre e preziose vite verranno stroncate.

NEDA)
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