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La Riserva
Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente)
isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire
in questo. Hasta presto.
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"Lettera aperta a chi ci vuole bene" 
Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e
disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche,
pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente
che non ce la faceva più a vivere “incellophanata” dall'omertà e, soprattutto, dalla paura.
Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone,
né politico né imprenditoriale.
Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta
coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco -
le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto.
Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci
uno o più “Mecenate”, anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua
al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici
(apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget,
pianificazione di campagne pubblicitarie, ecc..).
Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto
di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicandoli con nome e cognome,
a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo
sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini,
mentre chi ha certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi,
ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno
più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per riuscire a
sopravvivere e sostenere anche l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine
coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dover pagare loro la benzina
delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure.
Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l'incisività che Ammazzateci Tutti
può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare.
E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti “conti”: se in termini di consenso e
sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante
(partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia,
dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania),
non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca.
L'idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di
gridare al mondo intero che l'Italia non è solo mafia, che non è colpa nostra se emergono
sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommettere (e rischiare)
sulla nostra stessa pelle il prezzo dell'impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte
a tutti gli italiani onesti.
E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed
esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui -
lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il “lusso” di continuare con le
nostre attività sui territori e quelle telematiche.
Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla
nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato,
con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni.
Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi
informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l'azienda a buttare il
server ed acquistarne uno nuovo) ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre
a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server
trasformandolo questa volta in uno “zombie” (così si definisce in gergo tecnico) atto a
frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri.
Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati
direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari
in Australia ed il Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali
di fronte alla legge nostre e dell'azienda che ci ospita.
Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta
inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da
ogni preoccupazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme
conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di
comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).
A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti
contratti (anche personalmente) nell'organizzazione delle nostre iniziative
(sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti).
Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente
alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie.
Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà;
diventate nostri "azionisti", almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia.
Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere
fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.
Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario
dell'omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non
dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli,
archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.
Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con
ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso
Monsignor Giancarlo Bregantini, non basta sperare, bisogna saper organizzare la speranza
ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le speranze
di tutti noi, di tutti voi.
Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti
Coordinamento nazionale "Ammazzateci Tutti"
www.ammazzatecitutti.org
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con carta di credito, con bollettino postale, con bonifico e con Postepay
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'Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere
continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad
una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità…
La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.
Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme.' Norberto Bobbio
'La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza del cittadino.'(Leonardo Sciascia)
'Di tutte le cosa sicure la piu' certa e' il dubbio.'(Bertold Brecht)
'Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola'(Giovanni Falcone)
'Un uomo senza sogni e senza utopie non è un uomo, se un popolo non ha sogni ed utopie non è un popolo.'(Ernesto CHE Guevara)
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