LA RISERVA nessuno venda la terra su cui cammina un popolo.  ''Spirito del Lupo''   lariserva
   www.lariserva.net visitatori:
 

HOME ... N E W S

ARTICOLI
ARCHIVIO DOCUMENTI
ARGOMENTI dimenticati
MAFIE
PAROLE & CITAZIONI
POESIE & RACCONTI
STORIE FOLLI e BELLE


Collabora con noi


BLOG
FOTO GALLERY



     in piazza ATELIER
ARNOLDO ARRIGONI

 

sculture

 


Contatti

La Riserva Mailing List

Subscribe Unsubscribe


Se volete mettere questo
link sulle vostre pagine:


LA RISERVA
lariserva

potete copiare il seguente codice.
Grazie!


Logo_opensky (17K)
www.openskyformazione.it


Logo_Periagoge (26K)
Periagogé


logo flying language school/
www.flyinglanguageschool.ch


logo cannocchiale
il cannocchiale


logo SAVIS
SIVIS GROUP SA
non solo Adesivi
+41 78 843 85 56
mail SAVIS SA


Registrazione nei Motori di Ricerca - Inserisci  Sito

La Riserva

Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente) isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire in questo.
Hasta presto.



ATTIMI DI OBLIO FUGGITI Tessa

Era una malinconica giornata tardo autunnale, di quelle in cui la nebbia che riveste il paesaggio fuori della finestra sembra essere penetrata fin dentro di noi ed aver soffocato il nostro spirito vitale col suo manto impalpabile.
Dopo aver sfogliato con pigrizia una mezza dozzina di libri nel tantativo, miseramente fallito, di liberarmi dalla morsa di un'indecente apatia, cominciai a ciondolare da una stanza all'altra.
Mi ritrovai nella vecchia soffitta, dove polvere e ragnatele, intrecciandosi, avevano avviluppato le cianfrusaglie e i cimeli che nel corso degli anni vi erano stati depositati, creando un affascinante piccolo regno.
Come d'incanto, la bruma che appannava il mio animo svani', lasciando il posto alla ferma volontà di scoprire quell'angolo di casa ancora inesplorato.
Mentre cercavo di penetrare quel mondo chiuso su sè stesso, mi soffermai un momento a riflettere: avevo il diritto, io, figlia del duemila, di profanare con la mia curiosità quel tempio affidato da anni alla polvere e al tempo? Prodotto di un'epoca nella quale, nel nome del sapere che, ipocritamente, serve da alibi per qualsiasi usurpazione, decisi senza troppi indugi di procedere nel mio intento.
In quello scorcio di passato, mi tuffai alla ricerca di tesori sepolti fra le scatole ammuffite dall'umidità e mobili secolari, attenta a non sciupare l'opera d'arte che le stagioni avevano tessuto con pazienza.
Fu aprendo uno scatolone sgangherato con la scritta "Cailler" che mi capito fra le mani un logoro libro rilegato con una sorta di cuoio color porpora finemente intagliato. I complicati disegni, simili ad indecifrabili geroglifici, che ornavano i bordi, dirigevano verso il centro della copertina dove, convergendo, formavano una stella a tre punte.
L'aspetto consunto e arcano del volume scateno la mia fantasia. Si trattava del diario intimo di una giovane antenata, vissuta secoli addietro oppure erano gli appunti di uno studioso, magari le formule di un alchimista, o, ancora, la raccolta di poesie di trisavolo romantico?
Con l'emozione dei momenti nei quali, sai, potrebbe succedere qualcosa di importante, mi addentrai nell'universo racchiiuso dalla rilegatura di cuoio rosso.
I miei occhi si scontrarono con quelli di una serie di personaggi ingialliti che mi fissavano imperterriti. Era la fotografia di una classe di ragazzi e ragazze sui quindici anni col loro maestro, risalente , supposi, a fine ottocento.
Nessuno sorrideva. Nei loro visi, appartenti ad un epoca già vissuta, scorsi i tratti che li avrebbero contradistinti nella vecchiaia. O erano scampoli di giovinezza che sarebero resistiti alle aggressionidegli anni che intuivo nelle loro pose bizzarre?
Una figura sembrava pero staccarsi da quel gruppetto segnato dal proprio tempo. La seconda fanciulla a sinistra seduta in primo piano, catturo la mia attenzione.
I capelli raccolti all'indietro, come d'uso allora, evidenziavano i grandi occhi, la cui luminosità non era stata smorzata nepppure dal velo giallastro posatosi sul ritratto, mentre lo sguardo enigmatico esprimeva forza e nobiltà d'animo miste ad una profonda intelligenza.
La linea delicata del naso e la bocca ben disegnata nell'ovale perfetto del volto la facevano spicccare fra gli altri compagni.
L'abito scarno, privo di fronzoli, faceva risaltare la figurina esile ed aggraziata. Ma il suo fascino non si riduceva a asemplici attributi fisici, esso andava oltre il tempo e lo spazio.
Con l'aura di luce e nistero che la circondava, essa aveva offuscato il resto dell'immagine e cancellato gli altri suoi contemporanei immortalati.
Rimasi a contemplarla a lungo, domandandomi chi potesse essere e come fosse stata la sua vita; poi voltai pagina e scoprii che avevo ritrovato un vecchio album di famiglia.
Lo sfogliai, attenta a non cambiare posto ai piccoli ritratti e alle cartoline che non erano state incastrate nei vani col contorno dorato dei fogli di cartone.
Fra gli eroi di quella saga familiare, riuscii a riconoscere la nonna e pochi altri parenti ancora in vita, ma per la maggior parte erano individui a me sconosciuti.
Rimisi tutto in odine e mi recai dalla deliziosa vecchiette dai capelli bianchi che è la mia ava col prezioso cimelio.
Notai che nel rivedere il volumetti dalla copertina rossa le si riempirono gli occhi di lacrime e, togliendosi glia occhialli per asciugarle prima che traboccassero come ö solita fare, mi chiese dove lo avessi scovato.
Lo apri a metà e mentre scorreva le pagine dava un'identità ad ogni personaggio che incontrava , soffermandosi a volate araccontare un aneddot sul tal zio o sul tal altro"barbs".
Giunta alla fine, riprese a guardare i suoi ricorso dall'inizio, trovandosi cosi difrnte alla fotografia con la picoola dama sal fascino senza tempo.
Non appena la vide, la indico con il dito ed esclamo in dialetto "Ecco la mamma, la nonna Annette¨".
Sorpresa e felice di essere legata ad una donna con un simile carisma, la incitai a raccontarmi di lei.
Si rivelo straordinaria.
Rimasta orfana a sei anni, comincio la nonna, fu affidata, con la sorella maggiore, alle cure di una tutrice che le derubo di buona parte del patrimonio lasciato loro dai facoltosi genitori.
Amava studiare, predilegeva soprattutto la lettura. Molti dei libri che avevo veduto nel solaio erano suoi; probabilmente se fosse nata in altri tempi avrebbe studiato, ma allora, una donna, si sposava e doveva dare al marito i filgi che lo avrebbero in futuro aiutato nei campi.
Lei non fece altrimenti.
Marito l'uomo che amava dal quale fu ricambiata con un amore malato e crudele. Dopo il matrimonio, la gelosia di quel mostro innamorato divenne morbosa, tanto che alla ssua morte tutti si stupirono che non l'avesse uccisa per portarsela appresso anche nella tomba.
Ma il divorzio era lungi dall'essere inventato. Crebbe le sue dieci creature saziandosi col loro amore e perdonando il fato di averle messo al fianco un uomo che vedeva fantasmi rivali ovunque.
Durante la guerra, continuo la nonna, in una notte di gennaio che minacciava bufera, venne a bussare al portone della grande casa rosa un tedesco fuggito agli orrori delle trincee. Era ridotto pelle e ossa. I profondi occhi azzurri, imploranti e spaventati da animale braccato, dissero all'animo sensibile di quella donna (madre) di dieci figli, piu di qualunque supplica. Gli apri la porta, la stessa dalla quale sarebbe uscito per l'ultima volta una tiepida sera di primavera tre anni piu tardi.
Sali sul trenino rosso che da due lustri sbuffava per i paesini dellaa valle e svani, inghiottito dal mondo in fermento che lo aveva vomitato davanti all'uscio di quell'isola di umanità.
Per molto tempo, lo sferragliare della locomotiva, riporto fra le braccia della buona Annette il ricordo dell'undicesimo figlio riconsegnato per sempre all propria terra.
Poi, anch lo sferragliare cesso.
Visibilmente turbata dal rimembrare eventi tanto lontani e a lei tanto cari, la nonna smise di raccontare.
Richiuse delicatamente il volumetto e accarezzando la copertina me lo porse.
Guardandola muoversi portando il fardello pesante delgi anni, scorsi l'indelebile eredità lasciatole dalla madre.
Negli occhi, la stessa luce che cela i misteri di un tempo che non torna, che continua a esistere solo negli abissi della memoria di chi l'ha vissuto.
Frammenti di giorni passati emergono da mondi remoti, ci costringono a fermarci, ad interrogarci sulle nostre origini.
Scopriamo di avere in moi l'innata caücitä di riconoscere chi siamo da dove veniamo, ma molti segreti rimangono, sono per sempre custoditi doietro il velo opaco che ricopre immagini di attimi ormai fuggiti.

Public Domain Dedication
This work is dedicated to the Public Domain.

Salvo dove diversamente indicato, per i materiali presenti su www.lariserva.net vale la Licenza Creative Common
'Attribution-NonCommercial-ShareAlike 1.0':
è libera la riproduzione (parziale o totale), diffusione, pubblicazione su diversi formati, esecuzione o modifica, purché non a scopi commerciali o di lucro e a condizione che vengano indicati gli autori e, tramite link, il contesto originario.
CITAZIONI

'Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità…
La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.
Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme.' Norberto Bobbio
'La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza del cittadino.'(Leonardo Sciascia)
'Di tutte le cosa sicure la piu' certa e' il dubbio.'(Bertold Brecht)
'Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola'(Giovanni Falcone)
'Un uomo senza sogni e senza utopie non è un uomo, se un popolo non ha sogni ed utopie non è un popolo.'(Ernesto CHE Guevara)
FOTO

pta Maggiore Roma
 

SempreUniti
sempreuniti
Emergency
dipende
 

Untitled
 

parolegate (71K) poesie

PAROLEGATE di Angelo Giannetti

potete richiederlo alla redazione
oppure presso le librerie

LEGGERE di Chiasso

SEGNALIBRO di Lugano