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Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente) isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire in questo.
Hasta presto.



Lettera a Paolo Flores d'Arcais sulle elezioni europee ag 3 febbraio 2009

Ho letto con piacere due articoli, quello di Rossana Rossanda : "Saltare un giro? Non si puo' ", e quello scritto da lei direttore "Una lista civica per le europee".
Con piacere perchè non é facile in questi momenti trovare analisi e contributi lucidi politicamente, anche se per alcuni versi non condivisibili.

Personalmente sono si un elettore fuori dalle logiche partitiche, ma non da sempre, lo sono oggi perchè la sinistra "grande" e "piccola" non é piu' tale nella leadership, lo é ancora per merito dei suoi elettori.
Da quando hanno tentato di coniugare opposizione&governo hanno alimentato una deriva centrista autolesionista, inoltre non dimentichiamo che insieme a molte vittorie nel sociale si sono compiuti gravi errori.
Dal 1946 in poi, di fronte alle spinte reali del paese, mantenendosi in una posizione che li ha portati ad essere "piu' realisti del re", ricercando una "rispettabilità borghese" come catarsi per la vicinanza avuta con il "socialismo reale" che non era ne reale ne immaginari. I "cespugli" di sinistra, come li chiama Rossana Rossanda per il momento pensano a come spartirsi i resti in un velletario gioco autoreferenziante.

Far confluire i nostri voti europei in una lista civica o nell'IdV é una scelta proponibile, ma lacerante anche perchi, come me, riconosce che nel vuoto politico attuale, gli unici a far opposizione sono Di Pietro e i suoi.
E' anche vero che in un mondo di non vedenti, gl'ipovendenti sono re; pero' come sacrificare una vita di ideali e principi sull'altare della rappresentazione parlamentare europea, come si puo' decidere all'improvviso di schierarsi con persone, sicuramente ottime e stimabili, che pero' nascono senza un filo logico che le unisce se non la protesta, giusta e sacrosanta, di chi si sente impotente di fronte al "regime".
Votare contro, per dimostrare che esistiamo?
Votare contro per farci contare?
Votare contro perchè non c'é piu' nessuno da votare per scelta cosciente?
E' dura, pesante da mettere in atto, ma non credo ci sia via d'uscita.

Il mio messaggio elettorale attualmente é un voto contro e quindi l'unica scelta possibile é una lista che, approfittando delle elezioni politiche ci permettano di comunicare quanti siamo, di affermare che non accettiamo ne il "centro-centro-sinistra", ne le battaglie di quei brandelli di Sinistra ancora piu' divisi che mai, proprio nel momento in cui l'attacco del regime é piu' serio e forte.
Un voto per spaventare, per invitare i politici ad ascoltare, per invitare l'opposizione ad essere tale non lasciando al "regime" campo libero sempre e comunque, per dire basta alle allenze per governare, schiena dritta e dura opposizione.

Sullo schema forse "demagogico" e "rischoso" presentato del lei direttore, ho una visione diversa , dando per scontato che la sua oltre che una proposta é una lucida provocazione " a fin di bene".
Ritengo che "usare" questa elezione europea per aver voce, non puo' preoccuparsi di certi dettagli e di certi rischi sulle persone (basta rispettare la questione morale), ne é accettabile la durata del mandato, mi spiego; pur essendo conseguenza di un voto "messaggio" noi rischiamo di eleggere delle persone stimabili, che di fronte ad un'anno di mandato non avrebbero la voglia e la possibilità di fare qualcosa; se sono eletti che facciano esperienza e qualcosa di buono; basterebbe proporre un programma di pochissimi punti di valore universale ed europeo e dedicarsi solo a quello, senza derive personalistiche.
Sullo stipendio, da sempre, non sono d'accordo con quanti criticano l'aspetto finanziario di un "rappresentante del popolo", basterebbe con i numeri paragonare un eletto ad un "alto" dirigente d'industria (che avrebbe oltre 30 milioni di collaboratori-dipendenti) o di una banca (quanti miliardi gestiscono) e accorgersi che benefit e stipendio sono nettamente inferiori ai prezzi di mercato.
Il problema é che tale denaro deve essere guadagnato, con il lavoro sul campo tra gli elettori, nel parlamento, nelle commissioni, in aula, nelle votazioni ecc. (anche se va detto che il parlamento europeo in quanto a sprechi non é secondo a nessuno).
Se un eletto fa' appieno il suo dovere credo che certe cifre siano giuste e giustificate, non si puo' considerarle diversamente perchè c'è chi non le merita.

L'ultima rilevazione riguarda la sua volontà di non candidarsi, bene, rispetto la sua scelta "iper-rigorosa", ma questo non lo renderà esente da critiche, veleni o "fanghi", visto che questo regime la considererà comunque un "fiancheggiatore", e quindi per uno strano teorema non obbiettivo e sincero nel futuro, se la lista o la confluenza dovesse aver successo.
Credo comunque che lei sia preparato a questo.

Con stima

 

 

 

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'La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.'(Confucio)

'Che differenza c’è tra poesia e prosa? La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po’.'(Charles Bukowski)

 

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