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Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente) isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire in questo.
Hasta presto.



ignorantia legis non excusat ag 4 marzo 2009

Molti di noi, se non tutti, hanno sentito fin da piccoli questa frase latina, probabilmente non nella traduzione l'ignoranza della legge non scusa nessuno, ma nella piu' popolare la legge non ammette ignoranza.
Sicuramente come la legge è uguale per tutti che campeggia nei tribunali è considerata opinabile o peggio ancora risibile, insomma non rispondente al vero. Infatti se andiamo a leggere una nuova legge o meglio un progetto di legge notiamo subito che nella stesura ci sono continui e incomprensibili riferimenti a leggi precedenti o a modificazioni delle stesse, come fosse impossibile ripresentare il nuovo "insieme" che tenga conto di tutto.
Una delle scuse è non dover sempre riscrive tutto. Oggi come oggi, all'inizio del 3° millennio nell'era dell'informatica diffusa, dove ogni documento puo' tranquillamente e sicuramente essere memorizzato, modificato, riformattato con costi irrisori, credo non sia una scusa accettabile.

Qui un esempio, che non è neppure uno dei piu' complicati: "L’articolo 4 modifica l’articolo 157 del codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, abrogando il comma 7-bis, introdotto dal citato decreto- legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, che vieta..." la legge

Fosse solo questo il problema, o meglio è un problema ma diciamo che con un po' di buona volontà e informatizzando le leggi è di facile risoluzione, l'altro problema è esso pure semplice, ma non credo verrà risolto, riguarda il lessico delle leggi.
Le leggi vengono preparate dai deputati, a volte, ma spesso ho sono loro stessi parte della categoria o casta (in senso buono) giurisprudenziale, cioè sono o sono stati avvocati, magistrati, laureati in giurisprudenza, insomma gente che ha faticato e sudato su testi "particolari", se cosi' non è, le leggi vengono riviste da "esperti" di tale materia.
Risultato di questo un lessico, un uso di termini specialistici, a volte desueti o con significati diversi da quello che il linguaggio "volgare", che mediamente usano la maggior parte delle persone, dei cittadini.
A questo si aggiunga la sempre presente volontà, all'interno di quel lessico, di essere tassonomici, precisi sul verbo, l'aggettivo, la negazione e quant'altro. Per fare un paragone è come sentir parlare i medici nelle loro conferenze di settore, o gli informatici, ecc. ecc.

Mentre le altre categorie usano un proprio "linguaggio" all'interno della categoria o casta, nessun problema, ma quando comunicano, per esempio i medici, con i pazienti si sforzano di semplificare i concetti, a volte troppo, ma comunque cercando di rendersi comprensibili.
La casta dei legislatori invece usa e abusa di questo linguaggio anche nella stesura delle leggi cioè quando un qualcosa viene "normato". Scusate il sorriso, ma vi immaginate se uso normare come verbo in qualche bar di quartiere di Roma o Milano cosa potrebbe capitarmi, al meglio un invito a ... proseguire per altri lidi.

Ma torniamo ai legislatori dal forbito lessico, il loro sforzo sarebbe benemerito se l'impegno che mettono nella stesura delle leggi fosse incomprensibile ai piu' ma chiaro, certo, inconfutabile nell'applicazione, invece no!

Vediamo un esempio di un articolo non dei peggiori:
la legge "Qualora la sospensione si fondi su motivi attinenti alla illegittimita' della decisione di recupero la Commissione tributaria provinciale provvede con separata ordinanza alla sospensione del giudizio e all'immediato rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di giustizia delle Comunita' europee, con richiesta di trattazione d'urgenza ai sensi dell'articolo 104-ter del regolamento di procedura della Corte di giustizia del 19 giugno 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee n. L 176 del 4 luglio 1991, e successive modificazioni, se ad essa non sia stata gia' deferita la questione di validita' dell'atto comunitario contestato. Non puo', in ogni caso, essere accolta l'istanza di sospensione dell'atto impugnato per motivi attinenti alla legittimita' della decisione di recupero quando la parte istante, pur avendone facolta' perche' individuata o chiaramente individuabile, non abbia proposto impugnazione avverso la decisione di recupero ai sensi dell'articolo 230 del Trattato istitutivo della Comunita' europea, e successive modificazioni, ovvero quando, avendo proposto l'impugnazione, non abbia richiesto la sospensione della decisione di recupero ai sensi dell'articolo 242 del Trattato medesimo ovvero l'abbia richiesta e la sospensione non sia stata concessa."

Una legge, prevede, altre norme attuative, spiegazioni, pareri, magistrati che danno una valenza o un'altra alle stesse norme, e allora ricorsi, sentenze, Corte d'Appello, di Cassazione, Costituzionale, insomma una pletora di pareri per arrivare ad una interpretazione a "votazione". Siamo dotati perfino di un altro ottimo strumento, se fosse solo storico, il Massimario, cioè un ufficio dove validissimi magistrati che sono anche ottimi scrittori, estraggono dalle migliori sentenze "le massime" cioè le indicazioni migliori per interpretare la legge che fanno scuola e riferimento attuale.
Ma non solo, ricordiamo che a noi si chiede di conoscere le leggi, tutte e quindi di rispettarle, ma gli stessi avvocati, "principi del foro", si specializzano, in civile e penale, e altre sottocategorie a dimostrazione che la conoscenza e quindi il rispetto consequenziale delle leggi e delle procedure non è cosa semplice, e che ... rende indispensabile la loro presenza.

Mi chiedo, allora a cosa serva questo lessico, complicato, obsoleto e desueto; non migliora la unicità delle interpretazioni, non permette al cittadino di capire, conoscere le leggi, ma lo obbliga solo a rispettarle, trasformando i cittadini di uno stato di diritto in "sudditi".
Come molti secoli fa, i sudditi erano tenuti nell'ignoranza, nella impossibilità di conoscere e sapere, di capire il linguaggio dei potenti, della casta, oggi come allora su questo fronte siamo ancora solo e soltanto dei sudditi e abbiamo il dovere sottostare al motto "la legge non ammette ignoranza", anche se poi le leggi non sono a portata di tutti, e quindi subiamo anche il ricatto di dover essere "rappresentati" di fronte alla Legge che dovrebbe essere la nostra difesa e garanzia, come dei minorenni o minorati necessitiamo dell'avvocato-tutore.

Che importa tanto la legge è uguale per tutti. <7p>

la legge

ag

 

 

 

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'Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.'(Italo Calvino)

'Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.'(Jim Morrison)

 

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