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Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente) isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire in questo.
Hasta presto.



PRE MEDIOEVO. ag 23 febbraio 2009

Dopo molti studi e libri che illustrano teorie diverse, non sono sicuro, o meglio parafrasando Brecht, ho la certezza del dubbio che il Medioevo sia stato un periodo oscuro, oscurantista e fermo. Di certo questa è la visione storica che la scuola ci ha insegnato e che ancora oggi è lo stereotipo che ci appare nella mente al sentir parlare di quei secoli.
Ho invece molti meno dubbi sul fatto che oggi siamo in presenza di quello che potrebbe essere un pre-medioevo moderno ma con le caratteristiche simili a quello che è lo stereotipo del Medioevo. Ancora meno dubbi ho nel pensare che oggi in Italia non siamo solo di fronte ad una svolta autoritaria, ma ad un sicuro imbarbarimento della civiltà e del vivere comune.
Azioni, leggi, prese di posizione politiche che fino a pochi anni fa sarebbero state stigmatizzate, sono oggi accolte con favore anche politico.
Un esempio sono le famigerate "ronde", siamo di fronte ad un fenomeno in cui la politica invece di dare delle risposte razionali e democratiche, segue e cavalca l'onda di un isterismo di massa.
Un fenomeno già evidenziato dalla televisione che sostituendo il deriso e obsoleto "fotoromanzo" con lo squallido repertorio di "soap-opera" e "reality", ha fatto e brigato a lungo fino a farlo assurgere a dignità di spettacolo socialmente accettabile, dimenticando che la crisi economico-finanziaria spinge sempre piu' gente a preferire spettacoli che li allontanano da una realtà, proiettandoli in un mondo di fantasia e di soldi facili e poco meritati. (vedi il moltiplicarsi di giochi a premi televisivi e l'invasione di "lotterie" piu' o meno lucrose.)
Mentre una volta si trovavano sociologi, psicologi e saggi che mettevano in allarme per la possibile deriva qualunquista e conservatrice di stereotipi rappresentati nel fotoromanzo o nei libri "sei cenerentola", oggi gli stessi "esperti" si contendono video e giornali per spiegarne i risvolti positivi, senza evidenziarne quelli negativi.
Ritorniamo alle ronde, prima erano patrimonio di stati autoritari ronde, squadre e squadracce, gruppi di morte, oggi basta definirli disarmati e tutto va bene. Disarmati? e cosa significa, io non ho notizia di "linciaggi", pestaggi e violenze legate alla paura, al razzismo, all'isteria di massa che abbia avuto necessità di armi per essere messa in pratica con violenza e spregio della vita umana.
Prima erano patrimonio di film che parlavano di periodi oscuri, o di frontiera o di un futuro disfatto da previste e/o prevedibili "guerre totali" ed erano viste come negative, fantasiose, comunque lontane da noi.
Oggi ne viviamo l'illusoria sicurezza senza vederne gli aspetti negativi, tra l'altro vengono segnalate un po' dovunque nel centro-nord, ronde "politiche"(sembra portino comunque voti oltre che controllo sociale).
Quello che mette paura è l'assuefazione a certe deleghe e alla continua moria di concetti democratici e civili, su questo particolare aspetto oltre al sindacato di Polizia che le definisce "una maldestra surroga alla mancanza di turn over tra le forze dell'ordine" (E.Letizia ass. Naz. funzionari di Polizia da Repubblica.it), in un articolo di V. Polchi ma, sempre nello stesso scritto, anche il sociologo M.Barbagli, che pur non ritenendole (a torto n.d.r.) pericolose dice "Se le si ritirano fuori, accanto all'uso dei militari in città, si mette in discussione la funzione stessa delle forze dell'ordine".
Se a questo aggiungiamo, intercettazioni "impossibili", la logica che la giustizia non deve costare senza considerare quanto guadagna lo stato ad avere, meno delinquenza e meno mafia, le misure xenofobe contro migranti che sbarcano, che si devono far curare, o i campi Rom e ancora la libertà di stampa il quadro diventa sempre piu' "dark". Non dobbiamo dimenticare le urla sempre presenti quando accadono fatti tragici, stupri, omicidi e ecc. che parlano di castrazione chimica, di pena di morte, l'ingerenza nelle scelte sulla vita e la salute, credo proprio che il pre-medioevo sia già arrivato.

Ultima ma non ultima riflessione è che, se andiamo ad osservare soprattutto le misure legislative, esse sono sempre contro le parti deboli, sia direttamente che indirettamente, o le colpiscono o se ne fanno scudo. Il resto è sempre a favore dei pochi altri.
Nessuno o quasi che esprima almeno il dubbio sulla maggiore pericolosità sociale dell'inascoltata "questione morale", di quanto sia, per il paese, molto piu' pericoloso e devastante la collusione tra malavita organizzata e istituzioni, che una rapina, di come sia piu' pericolosa l'evasione fiscale, la privatizzazione dei guadagni e la socializzazione delle perdite confrontata con il bullismo (peraltro pericoloso, ma sempre figlio di chi non ha rivalutato la scuola), quanto sia deleterio e pericoloso l'imbarbarimento dei rapporti e dei confronti, la spettacolarizzazione delle tragedie, i limiti alla libertà di stampa, l'ingerenza della politica su un organizzazione che "deve essere costituzionalmente "autonoma" come la magistratura.
Questi mali, queste distonie, minano il tessuto sociale nel medio e lungo periodo, rendendo gli errori e orrori fisiologici di una società democratica, delle patologie croniche e difficilmente curabili.
Oggi si preferisce l'aspirina ai vaccini, alla modifica di uno stile di vita mentalmente barbaro.
Farsi carico e ragione di questo è il solo modo per accendere una debole luce in fondo al tunnel, per cercare con forza e convinzione profonda che dobbiamo cambiare anche rischiando di apparire a favore di fenomeni negativi, ma contingenti.
Si deve discutere e trovare il modo di contrastare questa deriva incivile, senza "buonismi", trasformismi o obbligatori atteggiamenti bipartisan, denunciando anche se è impopolare ogni atteggiamento accomodante, vincente del breve periodo ma deleterio nel futuro prossimo.

 

 

 

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'Chi lotta puo' perdere,chi non lotta ha già perso'(attr. Ernesto CHE Guevara)

'Oggi 200 milioni di bambini vivono e dormono per le strade, nessuno di loro vive a CUBA'(Raul Castro - 50° anniversario della Rivoluzione Cubana)

'Senza la resistenza di Cuba e il sacrificio di tanti Che Guevara, questo vento di autonomia e democrazia non sarebbe ancora soffiato nel continente'. Lula da Silva

 

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