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La Riserva
Un nome che evoca spazi aperti ma non liberi, spirito di gruppo ma etnicamente (politicamente)
isolato e altro ancora. Questo luogo virtuale si puo' trasformare in raccolta, memoria, discussione ed esperienza; spero di riuscire
in questo. Hasta presto.
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SINISTRA, finita? ag 15 Marzo 2009
Neanche l'inutile e truffaldino sbarramento del 4% alle elezioni Europee ha messo d'accordo la sinistra extraparlamentare.
Siamo veramente su una china pericolosa e antistorica.
In un periodo storico dove si susseguono giornalmente i "per non dimenticare", la sinistra continua a rinnovarsi nell'inutile, dimentica del suo passato, degli insegnamenti, degli esempi.
Non sono certo le nostre generazioni ad aver ideato, coltivato, spiegato la sinistra, i padri del Socialismo sono ormai lontani ma non per questo dobbiamo dimenticarli.
Fin da giovane mi è stato sempre presentato un progetto di sinistra che prevedeva nella sua completa estensione 5 eventi politici:
rivoluzione, dittatura del proletariato, comunismo, socialismo, anarchia.
Tralasciando l'ulitma fase, che considero utopica in quanto per realizzarla avremmo bisogno che i fondamenti del Socialismo siano nel DNA delle persone, e questo qualora avvenisse avrebbe bisogno di millenni di "evoluzione darwiniana".
Si discuteva spesso, già negli anni 60/70 se tutte le fasi erano necessarie e la loro tempistica.
Diciamo che nella situazione storico-politica europea almeno 3 passi erano inutili o inapplicabili.
Non era tempo di rivoluzioni violente e avanguardiste, ne di conseguenza era utile un periodo
violento e duro come la dittatura del proletariato dove imporre stravolgimenti storici, politici e culturali. Di conseguenza non serviva il comunismo ad imporre una produzione, un vincolo, una coscienza di solidarietà, trasversale tra lavoratori a livello nazionale e internazionale.
Eravamo, ma pochi lo ritenevano esatto, già nella fase del Socialismo, non di una socialdemocrazia.
Era il momento di far diventare coscienza lo spirito "comune" con la libertà individuale.
Anche senza le fasi precedenti questo era l'azione da intraprendere, le vicende storiche del fascismo, della guerra e della resistenza, avevano permesso a tutti di passare le fasi dure e violente di questo cammino.
Si era di fronte ad una democrazia, per quanto imperfetta e sotto l'aquila americana, comunque democrazia.
Invece di spingere perché i fondamentali del Socialismo fossero diffusi e diventassero un "comune sentire" ci si è divisi. I nostalgici delusi della non-rivoluzione (come se la resistenza non fosse stata già abbastanza) succubi della "santa madre Russia" con ben altra storia e problemi e i socialisti stanchi e quindi proiettati verso una socialdemocrazia nord-europea, figlia non del Socialismo, ma di una visione paternalistica e protezionistica dello stato, deresponsabilizzante.
Questo cammino attraversato da schegge impazzite vetero-comuniste antistoriche ci hanno regalato un socialismo craxiano e un non-comunismo di Berlinguer, Lama, Occhetto parallelo alla svolta di sindacale Montecatini.
Credo che già allora in qualche sacro tumulo ci fossero dei rumori e delle grida, insomma qualcuno si rigirava nella tomba.
Visto che comunque al peggio non c'è mai fine siamo arrivati ad una piccola sinistra che discute e si divide come frange dei movimenti del 68 e dintorni, senza averne gli stessi alibi e una grande sinistra piu' realista del re, che, tentando d'inseguire la favola "partito di governo e di opposizione" ha scimmiottato la destra berlusconiana senza averne la "acultura" e la subdola capacità mediatica.
La situazione non è preoccupante è tragica.
Ci troviamo difronte ormai a due pseudo-sinistre, una la "piccola sinistra" che piena di superbia, di spocchia e un po' snob che continua dividersi su particolari che andrebbero discussi forse in sezione o al bar dello sport, mentre non riesce a capire che deve unirsi magari su pochi 5, 10, 20 temi fondamentali per l'Italia e l'Europa e perseguire strategie in sintonia con i veri ideali senza perdersi in tassonomiche diatribe senza futuro. L'odore del potere incontrastato è troppo forte e li attira, meglio poco potere (anzi nullo) ma presentiamoci duri e puri al patibolo.
La "grande sinistra (in senso numerico) parlamentare è ormai avvitata nella ricerca di un potere che nessuno le concede, che insegue a destra, deludendo la sinistra e non convincendo il centro.
Non hanno imparato che la destra divisa vince mentre la sinistra, storicamente e culturalmente, ha sempre perso divisa.
L'unica strada storico-politica era quella di creare una unità di intenti del popolo su i grandi ideali
della sinistra, libertà, solidarietà, internazionalismo, ripartizione delle risorse per un vivere comune migliore. Il compito era quello di aumentare la percentuale di persone convinti di quegli ideali, di far crescere la coscienza politica senza cedimenti elettoralistici.
Invece ....
Hanno perso i riferimenti, revisionano di tutto e di piu', sdoganano comportamenti inaccettabili, non hanno piu' voglia di ricordare origini e fatti, si appropriano di nomi, titoli politici da cui si sono distaccati; quello che riescono a fare è poco ma pericoloso:
distrutta la scuola di partito, scuola di Politici
perso il contatto con la gente e i lavoratori
distrutti i riferimenti del passato
perdita di una cultura Socialista ora piu' che mai necessaria, abbandonando si', antistorici riferimenti al comunismo, che hanno fatto il loro tempo, ma senza dimenticare, lo spirito, l'ideale che li ha creati.
Si sono portati in alto, a sinistra, persone e personaggi come Prodi, Rutelli, Veltroni che confondono il buonismo con il socialismo, il loro cattolicesimo come spirito di libertà e tolleranza.
Questa non è sinistra questo è "la capanna dello zio tom".
Non solo si cacciano e si allontanano scomodi politici di sinistra e si accettano personaggi come Mastella o peggio ancora Rutelli e Dorina Bianchi a cui perfino un Pisanu ha dato lezione di politica, di laicità e senso dello stato.
Come meravigliarsi di un'articolo-sondaggio di un giornale che scrive come i giovani PD guardano con piacere all'esempio mediatico di "silvio".
Come meravigliarsi della nascita di tanti movimenti, gruppi definiti aprioristicamente come "apolitici",
sicuramente sono "apartitici", ma qualunque movimento, gruppo che sviluppa analisi, critiche e proposte
e un movimento politico. La strada è sicuramente lunga, ma speriamo che gli orfani di questa sinistra
siano capaci di creare una base ideale di sinistra, in alternativa ad chi inseguendo il vuoto riesce a fare nulla. Speriamo solo di non arrivare troppo tardi, quando i giochi politici-autoritari siano già stati chiusi,
e non dover dedicare un giorno della memoria anche per "la vera sinistra".
ag

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'Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono
una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle
condizioni migliori per gustarli.'(Italo Calvino)
'Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta
con il viso coperto dalle lacrime.'(Jim Morrison)
 
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